Kiko Cosmetics Milano: la mia esperienza come sale assistant.

Ciao a tutti…

Ho esitato a lungo sul fatto di pubblicare o meno questo post… Perché in realtà non potrei rivelarvi granché di quello che sta dietro il Mondo Kiko Cosmetics, posso dirvi solo quello che è di dominio pubblico, aggiungendo qualche mia piccola opinione personale su una realtà che ho avuto modo di conoscere per circa quattro mesi e che mi ha permesso di farmi un’idea più dettagliata di cosa significa lavorare in questo mondo così complesso che si chiama cosmesi.

Allora partiamo innanzi tutto da quello che non posso dirvi così potrete farvi un’idea fin da subito su cosa vi aspetta all’interno del post e se deciderete che non ci sono abbastanza informazioni per i vostri gusti potrete decidere di continuare a leggerlo o meno. Dunque: non posso parlarvi del mio tipo di contratto, non posso dirvi quanto guadagnavo mensilmente, non posso dirvi nulla sui dati e sugli incassi del negozio, non posso mostrarvi foto dell’interno del negozio e non posso darvi informazioni sui prodotti in uscita, a quali collezioni si sono ispirati ecc ecc. Fin qui mi sembra tutto ragionevole.

Ora proseguiamo il post con quello che invece posso dirvi.

Se siete ragazze in cerca di lavoro sappiate che per essere candidate ideali come addette alle vendite Kiko solitamente la preferenza è per ragazze di bella presenza che amano il mondo del make up al di sotto dei 30 anni e se posso darvi un consiglio non presentate nemmeno il curriculum nel mese di agosto, è un mese in cui si lavora davvero pochissimo perché la maggior parte delle persone sono chiaramente in vacanza su qualche spiaggetta tropicale (beati loro), soprattutto se il Retail è situato in centro città.

Se avete la fortuna di portare un curriculum direttamente in negozio e vi offrono di fare subito un colloquio con la store manager (cosa che è successa a me), mostratevi per quello che siete e attenetevi a descrivere il vostro curriculum con serenità e scioltezza, insomma siate voi stesse (è un consiglio spassionato). Quando poi, se siete state voi le prescelte, vi chiameranno per lavorare in negozio sappiate che a seconda del periodo dipende l’affluenza di clienti. Se vi assumono sotto Natale aspettatevi il disastro, ci sono persone dappertutto anche se siete in 15 in negozio a livello di addette alle vendite, ci sarà sempre (SEMPRE) qualcuno che riuscirà a farvela sotto il naso e a rubarvi qualcosa. Ovviamente credo capiti in tutti i negozi ma non è questo il vero problema, il mondo del make up è molto molto complesso e anche quando si crede di saperne abbastanza c’è sempre qualcos’altro da imparare: le tecniche e gli strumenti si evolvono e quello che richiedono le clienti è sempre diverso.

In questo caso devo dire che Kiko si dimostra abbastanza preparata, sono previste dall’azienda infatti, diversi tipi di Academy che offre l’azienda stessa. Infatti ogni tanto in negozio arriva il cosiddetto Trainer, una figura make up artist professionista addestrata a conoscere ogni singolo ingrediente di ogni singolo prodotto presente all’interno della gamma Kiko (e vi assicuro che sono una quantità inesauribile tra collezioni in edizione limitata e permanente). Questa persona, dicevo, aiuta le addette alle vendite ad imparare nuove tecniche di applicazione e ad aggiornarle sull’utilizzo più corretto di tutti i prodotti nuovi arrivati in negozio con i nuovi lanci.

Forse non tutti sanno che Kiko offre un servizio di applicazione make up per le clienti che richiedono un appuntamento in negozio. Ecco chi trucca queste clienti ha prima effettuato una sorta di esame che viene predisposto dall’azienda assieme alla o al Trainer assegnato a quel Retail e altre figure aziendali atte a questo e ad altri compiti. Quindi dall’azienda viene richiesto anche un certo livello di competenza e una predisposizione a questo mondo che naturalmente è quasi essenziale.

Sarebbe come lavorare in una libreria e non aver mai aperto un classico in vita… Non avrebbe alcun senso.

In generale, questo tipo di lavoro richiede pazienza (una camionata di pazienza), predisposizione al contatto con il pubblico (tanta anche questa), la prontezza nella risoluzione di qualsiasi tipo di problema, perché la clientela è davvero molto molto variegata e le problematiche possono davvero spaziare. Dalla signora di una certa età che non si è trovata affatto bene con lo smalto e lo vuole cambiare anche se lo ha aperto e utilizzato (perché la politica dell’azienda è di effettuare il reso in ogni caso e ci tengono moltissimo alla soddisfazione del cliente), alla ragazzina che dice di aver comprato una matita senza custodia e senza temperino all’interno e vorrebbe il packaging completo.

Inutile dirvi che in un negozio non è solo importante la vendita ma anche l’aspetto del negozio stesso che deve essere sempre tenuto in condizioni il più possibile impeccabili quindi pulito, ordinato, con tester qualitativamente funzionanti e soddisfacenti e soprattutto il più possibile rimpiazzato. Ovverosia che negli espositori a parete non devono esserci posti vuoti dove normalmente si trova un prodotto. quindi tenete presente anche che la gestione di un negozio come sale assistant (detto così fa più figo della parola commessa!) è impegnativa.

Detto questo il mondo Kiko può davvero dare delle belle soddisfazioni e per chi ce la mette davvero tutta può essere un trampolino di lancio non male (vedi MrDanielMakeup ora su YouTube e Art Director di una sua personale linea di make up).

Se leggete questo post e volete lasciare un commento sarò più che felice di rispondervi!

Grazie ciaoooo! 🙂

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