Omorovicza Balancing Mosturizer – Review

Buongiorno tutti,

con la recensione di oggi voglio parlarvi di una crema che mi sta piacendo tantissimo. Dal titolo avrete sicuramente già visto di cosa si tratta.

Il brand in questione è Omorovicza e la sua particolarità è quella di inserire in tutti i suoi prodotti la preziosissima acqua termale Ungherese che a dire del brand e dell’antico impero ottomano aveva (o meglio ha) elevate proprietà curative per la pelle. Il concept devo dire la verità somiglia molto a quello che persegue anche Avené ma ad un price point completamente differente.

Infatti se non mi fossi trovata il formato da 30 ml all’interno della Beauty Box Lookfantastic di Marzo in occasione della festa della donna, non penso che in vita mia avrei mai speso 110 euro per provarla (per il formato da 50 ml). Sì, avete letto bene! Sono 110 euro per una crema da 50 ml, in proporzione il formato da 30 ml viene 66 euro ma veniamo alla presentazione della stessa.

omorovicza

La consistenza, devo ammetterlo, è davvero ben fatta! Leggera, effetto gel, si assorbe in fretta ed è proprio perfetta per chi ha la pelle mista/grassa o grassa.

La descrizione sul sito inglese dice in poche parole che è particolarmente adatta per ridurre le imperfezioni, lisciare rughettine e segni di espressione e per la diminuzione della produzione di sebo nell’arco della giornata che è quello stupido grassetto della pelle che a fine giornata ci fa sembrare una palla da discoteca oleosa (se avete la pelle mista/grassa, se avete la pelle secca questo post non fa per voi!) e che puntualmente si cerca di assorbire con blotting papers (cartine assorbi sebo) e una profusione di cipria come se piovesse!

La profumazione di questa crema è forse la caratteristica che io adoro maggiormente di questo prodotto. Un leggero sentore di lavanda, ben distinguibile ma non troppo persistente/invadente a meno che la lavanda vi faccia schifo… lì è un altro discorso! Io personalmente stravedo per la lavanda sia come profumo sia come proprietà della stessa. Applicare questa crema la sera per me è una goduria proprio perché sento questo profumo di lavanda piacevolissimo che io amo e che concilia anche il sonno.

Ultimo ma non ultimo il packaging è davvero carino, in vetro con tappo dosatore e tappino protettore in plastica trasparente. Il vetro è opaco satinato, molto liscio al tatto ed è abbastanza trasparente da consentire di vedere il quantitativo di prodotto all’interno della confezione ma non così trasparente da risultare “banale”.

Ma quindi vale la pena o no? vi starete chiedendo voi… la risposta è che secondo me a quel prezzo non ne vale la pena anche se riconosco che sia un prodotto ben fatto, probabilmente avrei speso volentieri 30 massimo 40 euro, massimo massimo 50, non di più! Sono convinta che un buon packaging, una buona ricerca nella formulazione e nel reperimento degli ingredienti, non faccia schizzare il prezzo a livelli così elevati anche se mettono l’acqua termale del lago incantato della foresta misteriosa nel bosco proibito nel regno di Molto Lontano!

Quindi se vi comprate due creme all’anno e vorreste mettervi via i soldi solo per provarla, ok è una scelta che spetta solo a voi, io personalmente sono certa che una volta finita non la ricomprerò mai più nonostante la mia recensione sul prodotto sia essenzialmente molto positiva.

Voi cosa ne pensate delle creme/prodotti per la cura del corpo di fascia alta? Siete certe che per gli ingredienti di pregio utilizzati, sia legittimo alzare il prezzo finale così tanto?

Debora

Kiko Cosmetics Milano: la mia esperienza come sale assistant.

Ciao a tutti…

Ho esitato a lungo sul fatto di pubblicare o meno questo post… Perché in realtà non potrei rivelarvi granché di quello che sta dietro il Mondo Kiko Cosmetics, posso dirvi solo quello che è di dominio pubblico, aggiungendo qualche mia piccola opinione personale su una realtà che ho avuto modo di conoscere per circa quattro mesi e che mi ha permesso di farmi un’idea più dettagliata di cosa significa lavorare in questo mondo così complesso che si chiama cosmesi.

Allora partiamo innanzi tutto da quello che non posso dirvi così potrete farvi un’idea fin da subito su cosa vi aspetta all’interno del post e se deciderete che non ci sono abbastanza informazioni per i vostri gusti potrete decidere di continuare a leggerlo o meno. Dunque: non posso parlarvi del mio tipo di contratto, non posso dirvi quanto guadagnavo mensilmente, non posso dirvi nulla sui dati e sugli incassi del negozio, non posso mostrarvi foto dell’interno del negozio e non posso darvi informazioni sui prodotti in uscita, a quali collezioni si sono ispirati ecc ecc. Fin qui mi sembra tutto ragionevole.

Ora proseguiamo il post con quello che invece posso dirvi.

Se siete ragazze in cerca di lavoro sappiate che per essere candidate ideali come addette alle vendite Kiko solitamente la preferenza è per ragazze di bella presenza che amano il mondo del make up al di sotto dei 30 anni e se posso darvi un consiglio non presentate nemmeno il curriculum nel mese di agosto, è un mese in cui si lavora davvero pochissimo perché la maggior parte delle persone sono chiaramente in vacanza su qualche spiaggetta tropicale (beati loro), soprattutto se il Retail è situato in centro città.

Se avete la fortuna di portare un curriculum direttamente in negozio e vi offrono di fare subito un colloquio con la store manager (cosa che è successa a me), mostratevi per quello che siete e attenetevi a descrivere il vostro curriculum con serenità e scioltezza, insomma siate voi stesse (è un consiglio spassionato). Quando poi, se siete state voi le prescelte, vi chiameranno per lavorare in negozio sappiate che a seconda del periodo dipende l’affluenza di clienti. Se vi assumono sotto Natale aspettatevi il disastro, ci sono persone dappertutto anche se siete in 15 in negozio a livello di addette alle vendite, ci sarà sempre (SEMPRE) qualcuno che riuscirà a farvela sotto il naso e a rubarvi qualcosa. Ovviamente credo capiti in tutti i negozi ma non è questo il vero problema, il mondo del make up è molto molto complesso e anche quando si crede di saperne abbastanza c’è sempre qualcos’altro da imparare: le tecniche e gli strumenti si evolvono e quello che richiedono le clienti è sempre diverso.

In questo caso devo dire che Kiko si dimostra abbastanza preparata, sono previste dall’azienda infatti, diversi tipi di Academy che offre l’azienda stessa. Infatti ogni tanto in negozio arriva il cosiddetto Trainer, una figura make up artist professionista addestrata a conoscere ogni singolo ingrediente di ogni singolo prodotto presente all’interno della gamma Kiko (e vi assicuro che sono una quantità inesauribile tra collezioni in edizione limitata e permanente). Questa persona, dicevo, aiuta le addette alle vendite ad imparare nuove tecniche di applicazione e ad aggiornarle sull’utilizzo più corretto di tutti i prodotti nuovi arrivati in negozio con i nuovi lanci.

Forse non tutti sanno che Kiko offre un servizio di applicazione make up per le clienti che richiedono un appuntamento in negozio. Ecco chi trucca queste clienti ha prima effettuato una sorta di esame che viene predisposto dall’azienda assieme alla o al Trainer assegnato a quel Retail e altre figure aziendali atte a questo e ad altri compiti. Quindi dall’azienda viene richiesto anche un certo livello di competenza e una predisposizione a questo mondo che naturalmente è quasi essenziale.

Sarebbe come lavorare in una libreria e non aver mai aperto un classico in vita… Non avrebbe alcun senso.

In generale, questo tipo di lavoro richiede pazienza (una camionata di pazienza), predisposizione al contatto con il pubblico (tanta anche questa), la prontezza nella risoluzione di qualsiasi tipo di problema, perché la clientela è davvero molto molto variegata e le problematiche possono davvero spaziare. Dalla signora di una certa età che non si è trovata affatto bene con lo smalto e lo vuole cambiare anche se lo ha aperto e utilizzato (perché la politica dell’azienda è di effettuare il reso in ogni caso e ci tengono moltissimo alla soddisfazione del cliente), alla ragazzina che dice di aver comprato una matita senza custodia e senza temperino all’interno e vorrebbe il packaging completo.

Inutile dirvi che in un negozio non è solo importante la vendita ma anche l’aspetto del negozio stesso che deve essere sempre tenuto in condizioni il più possibile impeccabili quindi pulito, ordinato, con tester qualitativamente funzionanti e soddisfacenti e soprattutto il più possibile rimpiazzato. Ovverosia che negli espositori a parete non devono esserci posti vuoti dove normalmente si trova un prodotto. quindi tenete presente anche che la gestione di un negozio come sale assistant (detto così fa più figo della parola commessa!) è impegnativa.

Detto questo il mondo Kiko può davvero dare delle belle soddisfazioni e per chi ce la mette davvero tutta può essere un trampolino di lancio non male (vedi MrDanielMakeup ora su YouTube e Art Director di una sua personale linea di make up).

Se leggete questo post e volete lasciare un commento sarò più che felice di rispondervi!

Grazie ciaoooo! 🙂